La professione del Web Designer

Il mestiere del grafico e del designer web sono ruoli professionali sempre più diffusi. L’aumento negli ultimi anni delle attività e commerce on line ha portato ad un incremento della domanda per questo settore in particolare, dando il via a un fenomeno di diffusione di questi nuovi lavori.

Non si tratta solamente di studenti altamente qualificati usciti da istituti di design o di grafica, ma anche di grafici “amatoriali” che sebbene senza il supporto di una preparazione accademica, si sono rivelati adatti al compito. Il mondo del web, in particolar modo, ha aperto un nuovo ventaglio di occasioni lavorative per tutti quei grafici e quei designer che hanno saputo adattarsi velocemente allle nuove procedure e ai nuovi mezzi espressivi. Dal momento in cui le grandi imprese hanno ritenuto necessario possedere una web page, infatti, tutte le attività grandi, medie e piccole si sono adeguate, creando in questo modo uno standard. Provate a pensare, quale impresa oggigiorno è sprovvista di sito web? Praticamente nessuna.  Se non teniamo in considerazione gli artigiani e le attività davvero ristrette, ormai possiamo tranquillamente affermare che tutti i proprietari di aziende, imprese e negozi posseggono un sito di rifermento sulla rete.

Appare chiaro il perchè, in una temperie di questo genere, i grafici e i designer abbiano incominciato a proliferare copiosamente. Ma se inizialmente il web era per il grafico come il clondike per il cercatore d’oro, ora con la diffusione a macchia d’olio di questa professione e di altre affini il problema più sentito è la concorrenza. Come già accaduto in molti altri ambiti lavorativi, anche nel mondo della grafica e del design oggi ci troviamo con un offerta di molto superiore alla domanda. Di conseguenza, per riuscire a farsi largo in questo mondo di competizione senza esclusione di colpi ( dato che non ci sono regolamentazioni o strutture di riferimento che stabiliscano delle limitazioni o delle norme per queste professioni) è essenziale saper offrire un prodotto che sia realmente in grado di distinguersi per la sua qualità. Più facile a diris che a farsi, anche e soprattutto perchè le esigenze di un cliente che gestisce un’attività online sono diverse da quelle dei committanti che normalmente si rivolgono a grafici o a designer.Nel mondo dell’online, infatti, il grafico non può pensare unicamente all’aspetto decorativo, ma deve acquisire tutta una serie di conoscenze specifiche di programmazione per poter essere in grado di applicare i propri layout al sito vero e proprio.

Insomma il web designer è una figura complessa, multisfaccettata; un professionista con conoscenze molteplici in grado di “arrangiare” un lavoro di qualità in condizioni spesso anguste.

Con la speranza di riuscire un giorno a pubblicare un manuale del web designer che non si soffermi solo sugli aspetti teorici ma che riesca a essere una vera e propria guida pratica, abbiamo deciso di iniziare a pubblicare dalla prossima settimana, una serie di articoli dove proveremo ad abbozzare una specie di corso per web designer. Diciamo che più che un corso sarà un piccolo percorso formativo in grado di dipanare alcuni dubbi tra i più frequenti e di rispondere ad alcune tra le domande che si incontrano più spesso in questo ambiente.

  • Share/Bookmark

I vantaggi della Coda Lunga

Il concetto economico di coda lunga ha avuto una delle sue più fortunate applicazioni in seno al mondo del web, in particolar modo
per ciò che riguarda strettamente l’ambito del posizionamento e delle promozioni online.
Oggigiorno la maggior parte delle aziende predilige un tipo di gestione puntata verso la produzione di un limitato numero di
oggetti che possano essere venduti a un ampio numero di potenziali acquirenti.
In questo modo si ha un notevole risparmio dato che si riducono le spese correlate alle varie fasi di produzione: progettazione,
gestione magazzini, movimentazione delle merci ecc.
Si sceglie di vendere in grandi quantità un numero limitato di prodotti.

Il concetto economico di coda lunga, elaborato nel 2004 da Chris Anderson, sposta l’attenzione su quella fascia di mercato rappresentata da quei pochi individui, che sono disposti ad acquistare oggetti poco conosciuti.

Si tratta di tutta quella fascia di consumatori cosiddetti di “nicchia”, che cioè non sono condizionati dalle logiche commerciali che premiano i prodotti più universalmente accettati e diffusi.
Questi, secondo anderson, sono tanto numerosi da poter avere una massa critica che supera di gran lunga quella formata da chi compra
sempre i prodotti offerrtidalle grandi marche.

Il mondo reale però non si presta a questo tipo di approccio; il web invece è molto più adatto.Infatti se un’azienda che produce un numero limitato di oggetti incominciasse a produrne una vasta gamma sarebbe sommersa dalle spese di produzione senza pensare alla difficoltà a operare con un inventario così ampio.
Sul web però, dato che i costi di gestione sarebbero completamente annullati e molti dei prodotti potrebbero essere digitali, la
situazione è completamente diversa.

Basta pensare ai negozi di musica online Che contengono un altissimo numero di canzoni differenti.
Per queste aziende infatti i guadagni non si basano sulla vendita di milioni di canzoni a pochi utenti ma sull’esatto opposto, cioè la
vendita a milioni di utenti diversi di poche unità di ogni canzone.

La teoria della coda lunga può essere applicata al mondo del seo, in modo particolare per ciò che riguarda un argomento che rappresenta il terreno di scontro delle strategie dei diversi siti e dei vari marketers: le keywords.
Se è vero che l’intento di ogni bravo esperto di seo è quello di posizionare al meglio un sito nelle pagine di risposta dei motori di
ricerca, inerentemente ad alcune keywords specifiche, attraverso l’applicazione di questa teoria è possibile non solo capire quali
sono le key più usate, ma anche e soprattutto identificare tutto quel sottobosco di key “alternative” utilizzate da altri utenti per approdare al sito. Questa divisione tra gli utenti può essere rappresentata da un grafico dove a sinistra si concentrano i pochi utenti che raggiungono il sito usando le keywords più ottimizzate, mentre a destra abbiamo la cosiddetta coda lunga, cioè gli utenti che approdano comunque al sito attraverso keywords che non avevamo considerato rilevanti.
La loro massa critica può diventare molto più consistente di quella degli utenti che approdano al sito usando le keywords più
ottimizzate.

Quello che dobbiamo fare quindi è setacciare i dati in nostro possesso relativi alla coda lunga alla ricerca di nuove parole
chiave.

  • Share/Bookmark